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AIPo è l'ente attuatore, in collaborazione con il Consorzio di bonifica Garda Chiese, il Consorzio di bonifica Territori del Mincio e il Consorzio del Mincio di secondo grado.
Il PNRR ha finanziato la manutenzione straordinaria delle sette opere con 20.085.000 euro di fondi Next Generation EU (Missione 2, Componente 4, Investimento 4.1).
Il seminario, patrocinato dal Comune di Mantova e dalla Camera di Commercio di Cremona, Mantova e Pavia, è stato organizzato in collaborazione con il Collegio Geometri della Provincia di Mantova, che ha riconosciuto 5 crediti formativi professionali (CFP) ai partecipanti.
Francesco Tornatore, dell'Autorità di bacino distrettuale del fiume Po, ha ricordato che in trent'anni, sotto i 1.500 metri, si è perso circa il 30% della neve.
Nel pomeriggio Gaetano La Montagna, dirigente AIPo e Responsabile Unico di Progetto, ha coordinato i tavoli tecnici con progettisti, tecnici AIPo e Consorzi. Le opere sono state appaltate nel settembre 2023 e completate in poco più di tre anni, entro le scadenze del PNRR, grazie al coordinamento tecnico e amministrativo tra tutti i soggetti coinvolti.
Nell'approfondimento di seguito potete leggere tutti gli interventi nel dettaglio.
APPROFONDIMENTO
La giornata ha seguito un percorso dal generale al particolare, la mattina è stata dedicata alla regolazione dei grandi laghi, il pomeriggio alle sette opere, dalla Diga di Salionze in Ponti sul Mincio fino al Sostegno di Governolo. Qui di seguito gli interventi nel dettaglio.
Il Direttore AIPo Gianluca Zanichelli ha sottolineato che “il convegno di oggi rappresenta il momento conclusivo di interventi di grande importanza e quindi esprimo piena soddisfazione per i risultati raggiunti grazie all’impegno degli uffici AIPo, così come dei Consorzi, dei progettisti, dei tecnici - ingegneri e geometri - e delle imprese coinvolte. AIPo , dice Zanichelli, è una realtà che ha come primo compito istituzionale la sicurezza idraulica, con la realizzazione e manutenzione delle opere di difesa: gestiamo 1100 km di argini sul Po e 2200 km sugli affluenti, 13 casse di espansione, svolgiamo il servizio di piena durante e dopo gli eventi critici, sempre più gravosi a causa dei cambiamenti climatici. Proprio sul Po abbiamo, assieme all’Autorità di Bacino, elaborato progetti per il perfetto allineamento di tutte le arginature maestre lungo il Po e auspichiamo che siano finanziati gli interventi conseguenti. Abbiamo nel contempo realizzato importanti progetti PNRR, oltre al Garda-Mincio: il più rilevante è quello sulla “Rinaturazione dell’area del Po”, ma è doveroso citare anche la ciclovia VENTO. Inoltre va sempre ricordata l’attività per la navigazione fluviale su 947 km di corsi d’acqua (Po e altri canali) e 8 conche di navigazione. Insomma, un’attività molto complessa per la quale mettiamo in gioco competenze tecniche ed esperienza sul campo”.
Luigi Mille, già direttore di AIPo, oggi in rappresentanza dell'Ordine degli Ingegneri della Provincia di Brescia, ha ricordato i numeri del Garda. Il lago contiene circa 50 miliardi di metri cubi d'acqua, ma la parte regolabile dalla Diga di Salionze è circa un centesimo, cioè 500 milioni di metri cubi.
Gli usi seguono un ordine di priorità: prima l'acqua potabile, poi l'agricoltura, poi gli altri usi. L'agricoltura a valle del lago chiede circa 900 milioni di metri cubi all'anno, quindi il lago pieno a inizio stagione copre circa metà del fabbisogno irriguo. L'acqua potabile per le sponde bresciana e veronese vale circa 45 milioni di metri cubi, il 5% del fabbisogno agricolo.
Accanto all'acqua contano il turismo, la navigazione e l'ambiente, perché l'acqua del Garda si rinnova in circa 37 anni. Quando AIPo ha ricevuto la gestione del lago, nel 2002, ha scelto di gestirlo insieme ai Consorzi di bonifica e alla Comunità del Garda. Da Direttore di AIPo, Mille ha ottenuto il finanziamento con l'Autorità di bacino e ha voluto i Consorzi come partner di progettazione e lavori.
Ha portato un saluto anche Davide Cortesi, presidente del Collegio dei Geometri, che ha ricordato la collaborazione tra gli enti che presidiano il territorio.
La mattina: regole nuove per un clima nuovo
I quattro relatori della mattina hanno descritto da angoli diversi lo stesso quadro. Le regole di gestione dei grandi laghi sono nate con un clima che non c'è più, e occorre passare da una regolazione fissa a una regolazione dinamica, cioè adattata anno per anno all'acqua disponibile.
Francesco Tornatore, dirigente dell'Autorità di bacino distrettuale del fiume Po, ha portato i dati del bacino del Po. Negli ultimi trent'anni, sotto i 1.500 metri, è scomparso circa il 30% della neve, e le siccità sono diventate più frequenti e più intense.
Nel 2026 la crisi idrica è arrivata con appena il 6% di pioggia in meno, perché il territorio ha avuto 82 giorni consecutivi sopra i 30 gradi. Gli scenari al 2070 indicano per i grandi laghi meno acqua in estate e più afflussi in inverno, quindi anche un maggiore rischio di piene invernali.
«Avere ottimizzato il sistema di regolazione del Garda-Mincio ci potrà dare una grossa mano nel rivedere le regole dei laghi e andare verso un modello più dinamico», ha detto Tornatore. Secondo lui, senza le opere rinnovate questa revisione non sarebbe possibile.
Marco Tubino, direttore del Dipartimento di ingegneria ambientale dell'Università di Trento, è partito dal passato, con serie di livelli del Garda dal 1888. Il Garda è una grande riserva d'acqua alimentata da un bacino piccolo, e la regolazione lo ha trasformato in un serbatoio che si riempie d'inverno per l'irrigazione estiva.
Nel tempo le uscite dal lago sono diminuite, mentre la domanda irrigua è cresciuta. Tra il 2009 e il 2020, in inverno, si è rilasciato meno di quanto indicato dalla regola sperimentale, per avere il lago pieno in vista dell'estate. Tubino ha sottolineato che rinnovare la rete di misura delle portate è importante quanto rinnovare le opere, perché molti affluenti hanno ancora pochi dati storici.
Il collega Luca Adami, ricercatore associato dell'Università di Trento, ha seguito l'acqua lungo il Mincio, un fiume regolato in ogni tratto dal Garda al Po. Le paratoie di Pozzolo sono state manovrate circa 40.000 volte in undici anni, un uso molto più intenso di quello per cui erano state costruite.
Adami ha mostrato che la quantità d'acqua da sola non basta. Contano anche la falda, la qualità dell'acqua e i sedimenti: i canali portano verso le Valli del Mincio tra 8.000 e 9.000 tonnellate di materiale ogni anno.
Anche le scelte per la sicurezza hanno effetti sull'ambiente: quando le Valli vengono chiuse per difendere Mantova dalle piene, l'ossigeno nell'acqua cala subito. Per questo occorre una gestione integrata, condivisa da tutto il territorio mantovano.
Marco Mancini, docente ordinario del Politecnico di Milano, ha presentato il sistema di previsione sviluppato con AIPo per il lago d'Idro. Il sistema calcola in tempo reale piogge, neve e livelli, e permette la laminazione dinamica: svuotare in parte il lago solo quando i modelli prevedono una piena, conservando l'acqua negli altri casi. Mancini ha precisato che lo strumento funziona solo dove i serbatoi e i bacini hanno le caratteristiche adatte.
Nel confronto finale Zanichelli ha osservato che conoscenze e tecnologie sono mature per un salto in avanti anche sui grandi laghi, e ha chiesto ai relatori che cosa serve per farlo.
Tornatore ha proposto di riordinare a livello nazionale la gestione dei grandi laghi, oggi divisa tra enti diversi, e di adeguare le opere di regolazione degli altri laghi, come la traversa della Miorina sul lago Maggiore.
Tubino ha ricordato che i modelli richiedono misure continue sul campo. Ha aggiunto che le opere rinnovate permettono finalmente di sperimentare nuove manovre, per esempio rilasci controllati verso le Valli del Mincio.
Mancini ha chiesto una copertura istituzionale per chi decide le manovre in tempo reale, perché oggi è più semplice applicare una regola fissa. «La tecnologia c'è, va applicata, e ci vuole coraggio», ha concluso.
Il pomeriggio: sette opere in poco più di tre anni
Gaetano La Montagna, dirigente AIPo e Responsabile Unico di Progetto, ha moderato i tavoli tecnici del pomeriggio. Ha spiegato che le opere rinnovate vanno nella direzione indicata la mattina: superare la rigidità di un sistema pensato a inizio Novecento soprattutto per difendere Mantova dalle piene.
I tempi sono stati molto stretti. La convenzione con i Consorzi è del marzo 2022, l'atto d'obbligo con il MIT (Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti) di fine giugno, e in circa un anno sono stati preparati i progetti e avviate le gare. Tutti e sette gli interventi sono stati appaltati nel settembre 2023 e completati in poco più di tre anni, entro le scadenze del PNRR.
I lavori in alveo sono stati concentrati fuori dalle stagioni irrigue, per garantire l'acqua all'agricoltura. Il risultato è stato possibile grazie al coordinamento tecnico e amministrativo tra AIPo, Consorzi, progettisti, imprese ed enti di controllo. «Lo dobbiamo anche alle ottime ditte che hanno lavorato per noi, spesso in condizioni di grande impegno», ha detto La Montagna.
Diga di Salionze in Ponti sul Mincio.
Simone Venturini (Technital) ha spiegato che la diga è relativamente bassa, sotto i 15 metri, ma regola uno dei volumi d'acqua più grandi d'Italia. Ogni centimetro di regolazione corrisponde infatti a 3,7 milioni di metri cubi del lago di Garda, e per questo l'opera è sorvegliata come una grande diga.
Con Mara Scalvini (Isingegneria) e Luciano Corradini (Studio Polaris), Venturini ha raccontato un cantiere svolto con la diga sempre in funzione. Il Canale Virgilio è stato rivestito in un solo inverno e riaperto all'irrigazione il 7 aprile 2025. I lavori si sono chiusi il 23 dicembre 2025, in anticipo sul programma.
La Montagna ha sottolineato la collaborazione con la Direzione generale Dighe del MIT, con la Soprintendenza e con la Provincia di Mantova. La diga si trova infatti lungo la ciclovia Mantova-Peschiera, rimasta in uso durante i lavori.
Federico Signorelli e Michela Napolitano (S&G Architecture) hanno presentato la nuova Casa di Guardia, aperta al pubblico con una sala conferenze e una torre di controllo visitabile. Ospiterà lezioni universitarie e visite di scuole, per spiegare alle nuove generazioni il valore della gestione dell'acqua. I pannelli solari coprono il 70% del fabbisogno di energia.
Nodo di Pozzolo Marengo.
Paolo Magri (Consorzio di bonifica Garda Chiese) ha descritto il punto in cui l'acqua del Mincio si divide tra fiume e canali. Grazie a una convenzione, il personale dei Consorzi collabora con AIPo anche nelle manovre della diga, con un coordinamento continuo e rapido.
«Abbiamo strutture nate per regolare decine di metri cubi al secondo che oggi devono regolarne mezzo», ha spiegato Magri. Dopo il rinnovo delle paratoie, il passo successivo è farle dialogare tra loro in modo automatico. Luca Tosi ha illustrato il cantiere, tenuto all'asciutto con pompe in funzione per mesi.
Canale scaricatore Pozzolo Maglio.
Graziano Trombi (Artec) e Oliviero Zucchini (Consorzio di bonifica Territori del Mincio) hanno presentato le nuove paratoie in acciaio inox, in parte comandate a distanza. «Spingendo un tasto, in due minuti facciamo quello che prima richiedeva tre o quattro ore», ha detto Zucchini, ricordando le chiusure urgenti durante i temporali estivi.
Sostegno Vasarone.
Il secondo tavolo, da Mantova a Governolo, si è aperto con Francesco Zerbini e Umberto Rovatti, dell'Ufficio operativo AIPo di Mantova. Il Vasarone sorge sul Ponte dei Mulini, costruito da Alberto Pitentino tra XII e XIII secolo, e regola il Lago Superiore. L'automazione delle paratoie permette ora manovre rapide anche di notte, durante i nubifragi.
Nodo di Formigosa.
Paolo Cerchia (EOS) ha presentato il nuovo edificio con sala comandi e magazzino per i panconi, le barriere provvisorie usate nelle manutenzioni anche di altre opere. Il collaudo si è concluso il 23 settembre 2026.
Sostegno di Governolo.
Luciano Corradini (Studio Polaris) ha illustrato il restauro dell'opera che mantiene il livello dei laghi di Mantova e sostiene il ponte tra le due sponde del Mincio. I lavori si sono conclusi il 31 maggio 2026.
Canale diversivo di Mincio.
Graziano Trombi (Artec) ha mostrato la pulizia del canale che protegge Mantova, con una portata fino a 320 metri cubi al secondo. Sono state tolte le piante infestanti e conservate le specie di pregio indicate da un agronomo.
In chiusura La Montagna e Trombi hanno ricordato che le opere restano efficienti con una manutenzione ordinaria costante. Zanichelli ha ringraziato il personale di AIPo, i professionisti e le imprese che hanno lavorato al progetto.
Il progetto in sintesi
A sud del lago di Garda sette opere idrauliche regolano l'acqua del Mincio per la sicurezza di Mantova, l'acqua potabile, l'irrigazione, l'energia e il turismo. Il PNRR ha finanziato la loro manutenzione straordinaria con 20.085.000 euro di fondi Next Generation EU, nella Missione 2, Componente 4, Investimento 4.1.
AIPo è l'ente attuatore, in collaborazione con il Consorzio di bonifica Garda Chiese, il Consorzio di bonifica Territori del Mincio e il Consorzio del Mincio di secondo grado. I lavori si sono conclusi entro il termine PNRR del 30 giugno 2026. I risultati erano stati presentati alle istituzioni il 15 maggio 2026 a Peschiera del Garda.
* A cura di Aureo Comunicazione