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Parma, 19 giugno 2026. Tredici grandi interventi dislocati in quattro regioni e tredici province, ripristino dell’ampiezza dell’alveo fluviale del Po per una lunghezza totale di 37 chilometri, realizzazione e riqualificazione di 440 ettari di boschi con la messa a dimora di 561.500 alberi. Sono alcuni dei numeri che raccontano i risultati raggiunti con l’Investimento “Rinaturazione dell’area del Po”, finanziato dal PNRR – Next Generation EU che prevedeva uno stanziamento complessivo di 357 milioni di euro.
Si tratta della più grande opera di rinaturazione fluviale realizzata finora in Italia, con l’obiettivo di ripristinare gli ecosistemi degradati o artificiali, restituendo al più grande fiume italiano aspetto e funzionalità più naturali, favorire la biodiversità, migliorare il paesaggio e dare nuova vita ai cicli ecologici.
Per illustrare questi risultati e riflettere su un futuro sostenibile del fiume Po si è svolto stamattina a Parma un convegno dal titolo “L’investimento PNRR-next Generation EU ‘Rinaturazione dell’area del Po’: risultati raggiunti e prospettive per il futuro”, particolarmente partecipato, promosso dall’Agenzia Interregionale per il fiume Po (AIPo), attuatore e partner strategico dell’intervento, in cui sono intervenuti il Ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica Gilberto Pichetto Fratin, la Presidente e i Componenti il Comitato di Indirizzo AIPo Elisa Venturini, Gianluca Comazzi, Manuela Rontini, Marco Gabusi, il Direttore e il Dirigente di AIPo Gianluca Zanichelli e Mirella Vergnani e il Segretario generale dell’Autorità di bacino distrettuale del fiume Po Alessandro Delpiano. Ad aprire i lavori, l’intervento video della Commissaria Europea per l’Ambiente e la Resilienza idrica, Jessika Roswall.
(LE DICHIARAZIONI IN CALCE AL COMUNICATO).
A portare i saluti istituzionali delle autorità locali sono stati il Sindaco di Parma, Michele Guerra e il Prorettore vicario con delega alla terza missione dell’Università di Parma, Fabrizio Storti.
Tutti gli obiettivi (“target”) del progetto stabiliti dalle Conferenze dei Servizi dedicate al progetto sono stati raggiunti da AIPo grazie all’intenso lavoro sinergico col Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE), l’ Autorità di Bacino Distrettuale del fiume Po e le Regioni Piemonte, Lombardia, Emilia-Romagna e Veneto.
Le criticità del fiume Po
Il fiume Po - che nasce dal Monviso, in Piemonte, percorre l’intera Pianura Padana e, dopo un percorso di 652 km attraverso 4 regioni, 13 province e 181 comuni, sfocia nel Mare Adriatico - vede concentrarsi nel suo bacino idrografico circa la metà degli allevamenti zootecnici, un terzo delle industrie e della produzione agricola nazionale e oltre 16 milioni di abitanti. Nel secolo scorso sono stati realizzati imponenti e fondamentali sistemi arginali per proteggere i territori dalle alluvioni, ma si è anche assistito a un’ eccessiva canalizzazione dell’alveo e a estese escavazioni nel letto del fiume, compromettendo così la qualità degli ecosistemi e portando a una frammentazione degli habitat naturali. Inoltre, alcune difese spondali e opere per la navigazione nel tratto tra Piacenza e Mantova, realizzate a partire della seconda metà del ’900, hanno portato a un “irrigidimento” dell’alveo, a un incremento della semplificazione e del degrado degli ecosistemi umidi naturali, con la conseguente perdita di habitat fondamentali per la biodiversità, nonché allo sviluppo di specie alloctone invasive. Con questo Investimento si è deciso di imprimere una svolta rispetto alle criticità emerse nel tempo per ottenere un decisivo miglioramento delle condizioni del Po.
Gli interventi: obiettivi e caratteristiche generali
Il progetto di Rinaturazione ha portato a un recupero dello spazio e della funzionalità del fiume, aumentando la resilienza climatica complessiva del territorio, attraverso tre principali tipologie di azioni capaci di coniugare il ripristino dei processi naturali con la sicurezza idraulica dei territori: la riduzione dell’ artificialità, con interventi morfologici su oltre 37 chilometri complessivi di fiume, per favorire una maggiore ampiezza dell’alveo e la sua dinamicità naturale; la riqualificazione di oltre 440 ettari di aree naturali e ambienti ripariali e l’ampliamento del patrimonio arboreo con la messa a dimora di oltre 561.500 esemplari tra alberi e arbusti autoctoni su terreni demaniali; la protezione idraulica, con quattro opere di difesa del territorio.
Nello specifico, gli interventi morfologici hanno previsto l’abbassamento dei pennelli di navigazione e l’apertura di canali laterali per ricollegare idraulicamente le lanche (rami fluviali secondari) al flusso principale, favorendo la pluricursalità del fiume e un migliore scambio generale tra il canale principale e le aree laterali. Parallelamente, è stata attuata una riforestazione naturalistica diffusa con un controllo delle specie alloctone invasive, accelerando i processi di rimboschimento per ricostituire i preziosi boschi planiziali, nonché il recupero di aree umide e antichi rami fluviali per favorire l’habitat di specie acquatiche e terrestri. Infine, le opere per la sicurezza idraulica hanno visto il rafforzamento di alcuni tratti arginali mediante diaframmature volte a ridurre i fenomeni di filtrazione.
Per assicurare il successo degli interventi nel lungo periodo, nel progetto sono già stabiliti e finanziati cinque anni di cure manutentive delle nuove piantumazioni, necessari per monitorare l’evoluzione delle dinamiche fluviali e lo sviluppo del rinnovato patrimonio forestale.
LE DICHIARAZIONI
Jessika Roswall - Commissaria Europea per l’Ambiente e la Resilienza idrica,
“I nostri fiumi sono molto più che semplici corsi d'acqua. Connettono le nostre comunità e alimentano il nostro mondo. Questo è certamente vero per il fiume Po.
Roberto Roversi disse una volta che il Po era un fiume che parla. "Racconta storie, ricorda storie", ha detto.
Era la linfa vitale settentrionale dell'Impero Romano, e ha continuato a essere una linfa vitale anche oggi. Dopotutto, la Pianura Padana genera il 40% del PIL italiano. Il suo degrado rappresenta una minaccia per il Nord Italia, per le città e i villaggi lungo le sue sponde, per tutti gli italiani e persino per tutti gli europei — ma anche per la ricca biodiversità che lo abita.
Pertanto, la sua rinaturalizzazione lancia un segnale importante. Avete a cuore i vostri fiumi, riconoscete il ruolo che svolgono nella nostra cultura e nella nostra economia, e vi impegnate per il loro ripristino e per una protezione a lungo termine. Questi stessi principi sono al centro della Strategia Europea per la Resilienza Idrica.
Con il sostegno finanziario dell'UE, il fiume Po è attualmente oggetto di un imponente intervento di ripristino ecologico da 357 milioni di euro, volto a restituire al fiume la sua forma naturale, migliorare la biodiversità, recuperare le aree degradate e contrastare le vulnerabilità climatiche. Queste soluzioni basate sulla natura portano benefici alle persone, all'ambiente e alla nostra economia.
Signore e signori, mi congratulo con voi per i vostri sforzi. Vi auguro un confronto produttivo e un ripristino di successo, e non vedo l'ora di lavorare insieme a tutti voi per rafforzare la resilienza idrica dell'Europa e per proteggere e ripristinare i nostri fiumi.”
Gilberto Pichetto Fratin - Ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica
“Le azioni messe in campo per la Rinaturazione dell’area del Po, con il contributo del PNRR, hanno un grande significato per tutto l’ampio territorio coinvolto.
Rinaturare non vuol dire riportare il fiume al passato, ma ricreare le condizioni perché, anche di fronte al cambiamento climatico, si possa gestire meglio il territorio.
È così che abbiamo recuperato spazi e percorsi del fiume che nel secolo scorso si erano perduti, restituendo al Po la sua mobilità naturale. Abbiamo creato condizioni migliori di gestione e di vivibilità per le nostre comunità. Perché il Po, per la Pianura Padana, è fonte di vita.”
Elisa Venturini – Assessore regionale Veneto all’Ambiente, Clima, Parchi e Protezione civile – Presidente Comitato di Indirizzo AIPo
“La Rinaturazione del Po è un progetto di grandissima importanza perché ha tenuto assieme la sicurezza idraulica e la valorizzazione naturale, ridando spazio al fiume e incrementando il patrimonio vegetale. Ma oggi la sfida non è solo quella di realizzare opere come questa ma di manutenerle nel tempo. Curare e gestire il Po e il suo bacino significa avere una capacità di compartecipazione istituzionale tra Regioni, AIPo, Comuni e Province. Anche i cittadini sono chiamati ad essere custodi del territorio. Le sfide poste dal cambiamento climatico sollecitano la responsabilità di tutti”.
Manuela Rontini – Sottosegretario Presidenza Regione Emilia-Romagna
“Questo progetto di rinaturazione dimostra come una collaborazione istituzionale proficua possa dare vita a risultati straordinarie, capaci di produrre benefici ambientali, economici e sociali di lungo periodo. Un intervento che, per portata, costituisce un riferimento per le future politiche di rigenerazione ecologica del Paese. Coniuga, infatti, sicurezza idraulica, tutela della biodiversità, adattamento ai cambiamenti climatici e sviluppo sostenibile dei territori. È un modello innovativo di politica pubblica che trasforma le risorse del Pnrr in un'eredità concreta e duratura per le generazioni future. La stessa strada che stiamo cercando di percorrere in tutte le scelte strategiche più importanti portate avanti da questa Giunta".
Marco Gabusi – Assessore regionale del Piemonte ai Trasporti e infrastrutture, opere pubbliche e difesa del suolo
“La rinaturazione del Po dimostra che tutela dell’ambiente e sicurezza del territorio possono e devono procedere insieme. Con questo investimento senza precedenti restituiamo al fiume spazio e funzionalità naturali, aumentando al tempo stesso la resilienza dei territori agli effetti dei cambiamenti climatici.
I risultati raggiunti confermano la capacità delle istituzioni di trasformare le risorse del PNRR in interventi concreti e misurabili. La tutela della biodiversità e degli ecosistemi è un obiettivo importante, ma chi amministra ha il dovere di non perdere mai di vista una priorità: la sicurezza delle persone e delle comunità. Per questo crediamo in una gestione del Po capace di coniugare rispetto dell’ambiente e difesa del territorio, senza contrapposizioni ideologiche ma con un approccio concreto e responsabile.
Investire sul Po significa proteggere un patrimonio naturale unico, ma significa soprattutto garantire maggiore sicurezza a cittadini, imprese e territori che ogni giorno vivono e lavorano lungo il fiume.»
Gianluca Comazzi – Assessore regionale Lombardia al Territorio e Sistemi verdi
“Si è trattato di un progetto che ha avuto un iter complesso ma su cui si è raggiunta una sintesi virtuosa tra le varie esigenze e sensibilità anche grazie alla positiva collaborazione tra le quattro Regioni del Po. Come Regione Lombardia avevamo fatto presente alcune problematiche relative alla necessità di tutelare le coltivazioni di pioppo e in generale la produzione agricola: l’esito finale è quindi soddisfacente perché si è riusciti a realizzare il progetto nei suoi obiettivi fondamentali tenendo presente nel contempo le esigenze emerse nel confronto con il territorio. Una visione integrata del fiume Po è condizione imprescindibile per operare in modo efficace anche in futuro”.
Gianluca Zanichelli – Direttore Agenzia Interregionale per il fiume Po
“Quando siamo stati individuati come ente attuatore dell’investimento PNRR “Rinaturazione dell’area del Po” eravamo consapevoli che si trattava di una sfida difficile, perché avrebbe richiesto di misurarci su temi innovativi avendo davanti tempistiche molto strette.
Esprimo quindi soddisfazione per la capacità dell’Agenzia e in particolare dello staff che ha lavorato sul progetto di ottenere i risultati previsti, con un’ importante sinergia con il Ministero dell’Ambiente, AdbPo e le Regioni di cui siamo ente strumentale: a tutte queste istituzioni va un sentito ringraziamento per la fiducia che hanno riposto nella nostra Agenzia. Il fiume Po è fondamentale per tutta la Pianura Padana e in generale per il Paese ed è necessario continuare a operare perché sia sempre più sicuro, sostenibile, fruibile. L’Agenzia è pronta a fare la propria parte, nella consapevolezza che su questi obiettivi c’è una condivisione molto ampia”.
Alessandro Delpiano – Segretario generale dell’Autorità di bacino distrettuale del fiume Po
"La sicurezza idraulica dipende dalla sicurezza ecologica, la sicurezza ecologica dipende da quella idraulica - ha sottolineato Alessandro Delpiano, Segretario Generale dell'Autorità di Bacino Distrettuale del fiume Po - e questo progetto rappresenta un'avanguardia concreta di come tale principio possa essere sviluppato. In tempi record sono stati realizzati 37 chilometri di rinaturalizzazione del Po; l’Europa, con il Piano di ripristino della natura, chiede di farne 25 mila. Noi, qui a Parma, sul Po, siamo pronti per trasformare questa avanguardia in azione ordinaria e strutturale: la struttura concettuale prodotta dall'Autorità di bacino e da AIPo, l’esperienza complessa di far convergere interessi contrastanti in una mediazione virtuosa è pronta affinché il Po torni ad essere più sicuro, continuando e completando il processo di Rinaturazione iniziato".
Mirella Vergnani – Dirigente AIPo Transizione ecologica e mobilità dolce – RUP del progetto
“In soli tre anni abbiamo realizzato interventi per un totale di 220 milioni di euro, grazie all’intenso lavoro della componente interna e delle imprese che, con le loro maestranze, hanno consentito di raggiungere gli obiettivi prefissati. Grazie agli interventi di tipo morfologico e di riforestazione oggi abbiamo un fiume con maggiore biodiversità, più pluricursale e più ricco di patrimonio arboreo. Anche se sono stati opportunamente previsti cinque anni di manutenzione sulle nuove piantumazioni, l’evoluzione del fiume dipenderà dal comportamento del fiume stesso ed è proprio questo uno degli aspetti più rilevanti di questo progetto: avere innescato processi naturali il cui sviluppo, con la sequenza di piene e di magre, potrà essere osservato e valutato nell’arco dei prossimi anni. Questo investimento ha messo in luce una volta di più che gli aspetti ambientali sono di fondamentale importanza nella gestione dei fiumi, così come quelli relativi alla sicurezza dalle piene e la gestione della risorsa idrica.”