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La scorsa settimana i tecnici dell’ufficio AIPo di Piacenza hanno accolto una delegazione torinese della Riserva MaB Unesco "Collina Po". Il gruppo era guidato da Francesco Tresso –Assessore alla cura della Città e alla Protezione Civile del Comune di Torino, nonché Presidente della riserva stessa.
L'incontro è avvenuto durante una tappa sul territorio piacentino della loro suggestiva iniziativa, dal titolo "PedaleRemo un Po" , in cui il gruppo di cittadini piemontesi si sono cimentati in un viaggio lento lungo il fiume più importante d’Italia: prima in bicicletta, dalla sorgente fino a Casale Monferrato, e poi a colpi di remi su una barca da canottaggio in direzione della foce.
L'iniziativa è nata con l’intento di unire, non solo idealmente, i territori di tutte e cinque le riserve MaB Unesco esistenti lungo l’asta principale del Grande Fiume: Monviso, Collina Po, Ticino Val Grande Verbano, Po Grande e Delta del Po.
Le Riserve della Biosfera MaB (Man and the Biosphere), riconosciute dall’Unesco, sono aree nate per tutelare e promuovere l’equilibrio sostenibile tra sviluppo umano e biosfera. Nel 2024, le cinque riserve del Po hanno sottoscritto un protocollo d’intesa per superare la frammentazione amministrativa e supportare in modo unitario lo sviluppo sostenibile e la valorizzazione del patrimonio ambientale, economico e culturale dei territori fluviali.
Durante la tappa in provincia di Piacenza – giusto a metà del viaggio - il gruppo è stato accompagnato dai tecnici dell’Ufficio territoriale di AIPo e in servizio alla conca di Isola Serafini alla scoperta delle molteplici attività di cui AIPo si occupa sul territorio:
La polizia idraulica e il servizio di piena. Con la visita all' idrometro storico di Piacenza, strumento ancora usato per la lettura visiva di supporto a quella della strumentazione telematica, situato in via Nino Bixio, e sulla cui stele in marmo sono incise le quote raggiunte dal Po durante le maggiori piene dal 1907 a oggi. Tra queste spicca il record del 17 ottobre 2000, quando il fiume raggiunse i 10,50 metri, arrivando a sfiorare l'impalcato del vicino ponte ferroviario della linea Milano-Napoli;
La mobilità dolce e la realizzazione della ciclovia VENTO. Ci si è poi spostati verso valle, dove la delegazione ha potuto vedere in anteprima il tratto tra i Comuni di Caorso e Monticelli d’Ongina, quasi ultimato, della variante emiliana della ciclovia VENTO che collegherà Piacenza e Cremona in un anello con la bretella lombarda. La realizzazione di questa importante opera di mobilità dolce (inserita nel circuito di ciclovie europee “EuroVelo”) è affidata proprio ad AIPo, poiché si snoda quasi interamente sulla sommità dell’arginatura maestra del Po, la cui funzione prioritaria resta la difesa idraulica del territorio, e necessita pertanto di una costante ed accurata cura e manutenzione che le nuove funzioni di viabilità ciclo turistica possono solo incentivare;
Realizzazione e gestione di infrastrutture per la navigazione fluviale. Giunti alla conca di navigazione di Isola Serafini, i visitatori hanno potuto visitare una grande opera realizzata da AIPo per la promozione della navigazione fluviale, in primis turistica. La struttura è fondamentale infatti per collegare il tratto di valle del Po (a corrente libera) e quello di monte, regolato dallo sbarramento artificiale;
La scala di risalita dei pesci: situata a pochi metri dalla centrale idroelettrica di Isola Serafini (la più grande centrale ad acqua fluente d'Italia, costruita negli anni '60), questa infrastruttura è stata realizzata da AIPo nell’ambito del programma europeo LIFE-ConfluPo. L'opera permette alla fauna ittica di superare il dislivello della diga, ripopolando il fiume e riconnettenendo il mare Adriatico con i laghi del nord Italia.
Un’eccellente occasione, insomma, per far conoscere sul territorio le numerose attività di AIPo che si conferma attore di riferimento tecnico, ambientale e culturale per l'intera rete idrografica del Grande Fiume.